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AMA Funerali Roma ricorda lo scrittore Vladimir Bukovskij

Vladimir BukovskijLo scrittore russo Vladimir Bukovskij, uno dei più famosi dissidenti dell’ex Unione Sovietica, è morto a Cambridge lo scorso 27 ottobre a 76 anni per un arresto cardiaco.
Fu tra i primi prigionieri politici del regime sovietico ad essere chiuso (dal giugno 1963 al febbraio 1964) in un ospedale psichiatrico(in russo “psikhushka”), dove subì una serie di abusi che riuscì a documentare nel 1971 facendo arrivare in occidente un documento di oltre 150 pagine che destò grande scalpore ma che gli provocò un ulteriore arresto nel 1972. La sua detenzione, tra ospedali psichiatrici e prigioni, durò molti anni e si concluse nel 1976 grazie ad uno scambio di detenuti politici con il Cile di Pinochet che portò alla contestuale liberazione del segretario del Partito Comunista Cileno Luis Corvalàn. Vladimir Bukovskij fu liberato a Zurigo ed andò a vivere a Cambridge in Inghilterra. Da questo momento lo scrittore, divenuto anche esperto in neuropsicologia, si prodigò per denunciare i crimini del comunismo e le compromissioni dei paesi europei occidentali con il regime sovietico. La sua attenzione si concentrò particolarmente sul KGB (il famigerato servizio segreto sovietico) “come essenza e struttura di pensiero dell’URSS” https://www.ilfoglio.it/contro-mastro-ciliegia/2019/10/28/news/quel-dissidente-di-vladimir-bukovskij-283401/ e sulla sua capacità nell’aver condizionato l’azione dei partiti comunisti, sindacati, organizzazioni non governative, movimenti apparentemente spontanei (tipo quello pacifista) occidentali. A dimostrazione di ciò la documentazione (in parte ancora secretata) dei documenti che nel 1992 Vladimir Bukovskij riuscì a scannerizzare in occasione della sua visita in Russia, invitato dall’allora presidente Boris Eltsin. L’obiettivo era quello di farlo testimoniare davanti alla Corte Costituzionale Russa sui crimini del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Tale processo per Vladimir Bukovskij si trasformò in una farsa ma servì per farlo entrare in possesso di molti documenti che furono poi pubblicati nel libro Judgement in Moscow, tradotto in Italia nel 1999 dall’editore Spirali con il titolo Gli archivi segreti di Mosca.
Oppositore di Vladimir Putin, visto come una figura autoritaria “figlia” della sua vecchia appartenenza al KGB, Vladimir Bukovskij divenne nel 2001 presidente dei Comitati per le Libertà, movimento internazionale a base federale fondato dal giornalista del Corriere della Sera Dario Fertilio. Ogni anno (nell’anniversario della presa del potere dei Bolscevichi nel 1917) venne organizzato il Memento Gulag, un evento in ricordo dei crimini e delle vittime del comunismo.
Nemico del “politically correct” occidentale, Vladimir Bukovskij si battè per un processo di Norimberga (per intenderci quello effettuato dagli Alleati contro i dirigenti nazisti) anche per i crimini del comunismo. I distinguo e le contiguità di una parte della classe politica e culturale dell’occidente non lo permisero mai. Resterà comunque sempre forte ed indelebile la sua testimonianza di vita e l’attivismo politico da lui speso per difendere la libertà contro ogni dittatura.