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AMA Funerali Roma ricorda l’imprenditore Pietro Marzotto

Pietro Marzotto
L’imprenditore Pietro Marzotto è morto a 80 anni nei giorni scorsi a seguito di problemi di natura cardiaca e polmonare.
Pietro Marzotto, figlio del conte Gaetano ed ultimo di sette fratelli, nacque a Valdagno nel 1937 e si laureò in Giurisprudenza a Milano svolgendo allo stesso tempo un periodo di apprendistato come operaio nell’azienda di famiglia. A lui si deve l’intuizione di diversificare le attività del gruppo di famiglia, dal tessile alla confezione, portando la Marzotto ad essere una multinazionale.
Fu chiamato Pietro in onore del generale Badoglio, suo padrino di battesimo, ed ebbe una vita legata al ruolo di imprenditore severo ma illuminato, teso a creare valore e profitto non solo per gli azionisti ma anche per tutti i dipendenti che contribuivano quotidianamente con il loro lavoro alla crescita dell’azienda. Come presidente della Marzotto acquisì la Bassetti, il Linificio Canapificio Nazionale, la Lanerossi e la Guabello portando il suo Gruppo a 11.000 dipendenti. Praticamente tutti i segmenti della produzione inclusa l’alta gamma. Nel 1991 entrò nella confezione acquisendo la tedesca Hugo Boss. Il suo sogno di creare una “Grande Marzotto” si interruppe con la mancata fusione con l’HDP di Maurizio Romiti, appena quotata in Borsa e nata dalla scissione delle attività industriali di Gemina, anche se alcuni anni dopo riuscì ad acquisire la Maison Valentino quotando successivamente in Borsa la Valentino Fashion Group.
Consapevole delle difficoltà nel gestire familisticamente l’azienda, visto il numero elevato di eredi Marzotto, trovò molti ostacoli nel proporre Giuseppe Vita, già alla Hugo Boss, come presidente del Gruppo. A molti membri della famiglia il progetto non piacque e Pietro Marzotto nel 2004 fu costretto, a suo dire, a cedere le quote (pur essendo l’azionista di maggioranza relativa) dimettendosi dalla carica di presidente esecutivo.
Nel 2011 Pietro Marzotto acquisì la società Peck, marchio storico della gastronomia milanese. Fece scalpore qualche anno dopo la sua dichiarazione di autosospendersi dall’Ordine dei Cavalieri del Lavoro in segno di protesta per la mancata revoca del cavalierato a Silvio Berlusconi.
Pietro Marzotto ricoprì anche la carica di vicepresidente di Confindustria.