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Ama Funerali Roma saluta l’attore Gigi Burruano


E’ morto l’attore Gigi Burruano nella propria abitazione dell’Uditore, a Palermo, mentre dormiva. Da alcuni mesi aveva scoperto di essere gravemente malato. Burruano, che avrebbe compiuto ad ottobre 69 anni, era nato da una famiglia agiata ed iniziò la sua carriera di attore negli anni settanta nel cinema, nel teatro dialettale in lingua siciliana e nel cabaret. Il primo riscontro di pubblico Gigi Burruano lo ottenne a metà degli anni settanta con lo spettacolo “La coltellata”, che per la prima volta in un teatro palermitano propose una scena di nudo dell’attrice Aurora Quattrocchi, che divenne poi sua moglie. Fino alla metà degli anni ottanta Burruano si cimentò prevalentemente come attore teatrale portandolo a calcare i palcoscenici dei Teatri Stabili di Catania, Roma, Trieste e Prato. Nel 1985 Damiano Damiani lo chiamò per una  piccola parte nel film “Pizza connection” (l’esordio nel grande schermo era avvenuto nel lontano 1970 ne “L’amore coniugale” di Dacia Maraini) e, dopo una ulteriore pausa di alcuni anni, Marco Risi lo inserì nei cast dei suoi film “Mery per sempre” (1989), “Ragazzi fuori” (1990) e “Nel continente nero” (1992). Dopo la sua partecipazione a “L’Uomo delle stelle” di Giuseppe Tornatore, Burruano raggiunse un buon successo nella serie televisiva del 1997 “La piovra 8 – Lo scandalo” che vide protagonista Raul Bova. Ma la svolta nella carriera di Burruano avvenne nel 2000 interpretando il papà di Peppino Impastato nel film di Marco Tullio Giordana “I cento passi” che gli valse la nomination l’anno successivo al Nastro d’argento. Fu proprio Burruano a segnalare suo nipote Luigi Lo Cascio nel ruolo di Giuseppe Impastato al regista  Giordana.
Negli anni duemila Gigi Burruano si impose al grande pubblico anche come attore di fiction ne “L’onore e il rispetto” ed in “Raccontami” continuando comunque la sua carriera cinematografica in numerosi film come “Milano Palermo – Il ritorno”, dove tornò a recitare con Raul Bova, “Il sangue dei vinti” di Michele Soave, “Baria”, di nuovo diretto da Giuseppe Tornatore, “Le ultime 56 ore” a fianco di Gianmarco Tognazzi e Luca Lionello e “Qualunquemente”, grande successo di pubblico con protagonista Antonio Albanese.