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AMA Funerali Roma – Morto il giornalista Gianni Mura

Gianni MuraIl giornalista Gianni Mura è morto lo scorso 21 marzo all’ospedale di Senigallia a causa di un attacco cardiaco. Aveva 74 anni ed era stato ricoverato per un malore.
Gianni Mura è stato definito l’erede di Gianni Brera di cui aveva raccolto il testimone di grande narratore di sport. Nato a Milano nel 1945, iniziò a lavorare presso La Gazzetta dello Sport per una segnalazione del suo istituto, il Liceo Ginnasio Statale Alessandro Manzoni. Alla “rosea” si occupò di calcio e dal 1965 divenne corrispondente al seguito della carovana del Giro d’Italia. Il calcio ed il ciclismo, su tutti, furono i suoi sport preferiti. Nel 1976 iniziò la sua collaborazione con il quotidiano La Repubblica. Lavorò insieme a Gianni Brera e Mario Sconcerti, capo dello sport del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari nei primi anni ottanta.  E fu proprio su idea del giornalista fiorentino che nacque una fortunatissima rubrica curata da Gianni Mura: Sette giorni di cattivi pensieri, la più longeva del giornalismo italiano interrotta soltanto per la morte improvvisa del suo protagonista.
https://www.repubblica.it/cronaca/2020/03/21/news/e_morto_gianni_mura_storica_firma_di_repubblica-251861209/
Grande conversatore di sport ma non solo, per molti dava il meglio di sé scrivendo di ciclismo ed in particolar modo della Grande Boucle, il Tour de France, come sottolinea con un tweet anche l’ex direttore di La Repubblica Ezio Mauro: “Quando leggendo il racconto di Gianni Mura su un tappa del Tour sentivi il profumo della lavanda in Provenza”.
Gianni Mura, come Gianni Brera, era un amante del vino e della buona tavola e curava con la moglie Paola la rubrica enogastronomica, sul Venerdì di La Repubblica, Mangia & Bevi. Fu anche un brillante scrittore pubblicando sette opere. Il suo primo romanzo nel 2007, Giallo su giallo (ambientato durante lo svolgimento del Tour de France), vinse il Premio Grinzane – Cesare Pavese per la narrativa.
Gianni Mura è sempre stato sensibile alle tematiche sociali portando il suo contributo anche su riviste di associazioni umanitarie. Da giovane tifava Inter, “fino alla cessione di Angelillo”, attualmente restava più affascinato per le performance delle squadre cosiddette minori. L’Atalanta gli piaceva molto, così come alcuni straordinari campioni del nostro sport: Gimondi, Mennea, Sara Simeoni, Riva e Scirea.
Numerosi i messaggi arrivati dal mondo dello sport e del giornalismo a seguito della sua morte. A partire da quello del presidente del Coni Giovanni Malagò.