Seguici su:

Ama Funerali Roma – E’ morto l’attore Gastone Moschin

L’attore Gastone Moschin, l’indimenticabile architetto Melandri in “Amici Miei” è morto all’età di 88 anni all’ospedale Santa Maria di Terni, dove era ricoverato da alcuni giorni. Attore completo, fu protagonista nel grande schermo, nel teatro e in alcuni tra i più popolari sceneggiati della televisione.
Nato a San Giovanni Lupatoto, provincia di Verona, nel 1929 esordì nel cinema a 26 anni nel film “La rivale”, di Anton Giulio Majano. Ma è con l’interpretazione di ruoli brillanti nella commedia all’italiana che Moschin salì alla ribalta: in particolar modo nei fortunatissimi l’ “Audace colpo dei soliti ignoti” e “Anni ruggenti” in cui si confrontò con alcuni tra i principali attori dell’epoca come Vittorio Gassman, Renato Salvatori, Nino Manfredi e Gino Cervi. Da qui in avanti la carriera cinematografica di Moschin si consolidò sempre di più con ruoli da protagonista o di spalla di lusso. Da ricordare “La rimpatriata” di Damiano Damiani in cui è un quarantenne deluso, “La visita” di Antonio Pietrangeli in cui è un camionista innamorato, l’indimenticabile “Signore & Signori”, che gli permise di aggiudicarsi il Nastro d’Argento come miglior attore non protagonista, ed il grottesco e cinico “Sissignore” con Ugo Tognazzi. Attore poliedrico si cimentò anche nel poliziesco con il celebre “Milano calibro 9” di Fernando Di Leo che rappresentò uno dei film cult di riferimento del genere noir (particolarmente popolare negli anni ’70) e fu chiamato da Francis Ford Coppola per il ruolo del boss don Fanucci nel “Padrino parte II”.
Con “Amici miei”, diretto da Mario Monicelli nel 1975, Gastone Moschin raggiunse la massima popolarità interpretando il romantico architetto Rambaldo Melandri all’interno di un cast di attori stellare che consegnò il film alla leggenda. Campione d’incassi, “Amici miei” fu il primo di una fortunata trilogia che consentì a Moschin di vincere il suo secondo Nastro d’Argento.
Anche il teatro vide protagonista Gastone Moschin con importanti interpretazioni di opere di Cechov, Goldoni e Miller così come la televisione in cui fu presente con alcuni  popolari sceneggiati di Sandro Bolchi (“Il mulino del Po” ed “I miserabili”) e con seguitissime fiction come “Don Matteo” e “Sei forte maestro”.