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AMA Funerali Roma ricorda Claude Lanzmann

Claude Lanzmann
Il giornalista, sceneggiatore e regista francese Claude Lanzmann è morto all’età di 92 anni. Nato a Parigi nel 1925 da genitori immigrati bielorussi di religione ebraica, il suo nome è principalmente legato al monumentale film Shoah considerato un’opera fondamentale sull’Olocausto. La realizzazione di questa pellicola impegnò Claude Lanzmann per ben undici anni con una durata di nove ore e mezza. Il film ha ottenuto le più alte onorificenze e premi a numerosi festival essendo stato oggetto di migliaia di recensioni, studi e seminari in tutto il mondo.
Claude Lanzmann aderì giovanissimo alla Resistenza opponendosi all’occupazione nazista e nel 1952 conobbe Jean-Paul Sartre iniziando una lunghissima collaborazione con la rivista Les Temps Modernes (Tempi Moderni) che il filosofo parigino esistenzialista aveva fondato. In questa rivista (di cui divenne direttore), così come in tutta la sua attività di giornalista, emerse sia l’impegno anticolonialista a favore dell’indipendenza dell’Algeria dalla Francia che l’impegno a favore dello stato di Israele. Le due posizioni a molti sembrarono incoerenti ma in Claude Lanzmann convissero senza alcun problema. Emblematico a tal proposito fu un numero speciale di Les Temps Modernes di oltre mille pagine in cui per la prima volta arabi ed israeliani esponevano insieme le loro ragioni riguardo il conflitto tra loro in corso.
Come regista e sceneggiatore Claude Lanzmann realizzò un’importante Trilogia, iniziata con Pourquoi Israel nel 1973, proseguita con la sua opera più famosa, Shoah, e terminata nel  1994 con Tsahal.
Nel 2013 Claude Lanzmann pubblicò il documentario L’ultimo degli ingiusti recuperando la lunga intervista filmata del 1975 al rabbino di Vienna Benjamin Murmelstein. Il documentario intese riabilitare la figura dell’unico tra i decani dei ghetti europei sopravvissuto all’Olocausto. Il titolo provocatorio riprese la dichiarazione che Murmelstein fece di se stesso. Trovandosi ad operare nel campo di concentramento di Theresienstadt, spacciato dalla propaganda nazista come città modello per gli ebrei reclusi (ne morirono 33.000), il rabbino dovette collaborare con i tedeschi senza potersi rifiutare ma rallentò con particolare abilità la macchina dello sterminio in attesa della sconfitta del Terzo Reich. Processato dopo la guerra dai cecoslovacchi, Benjamin Murmelstein fu assolto e si trasferì a Roma dove però incontrò l’ostilità della comunità ebraica della Capitale. Il merito di Claude Lanzmann è stato appunto quello di riabilitare un uomo che fece più del possibile per salvare il maggior numero di vite del suo popolo mettendo in pericolo la sua stessa esistenza.