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AMA Funerali Roma – Morto lo scrittore Amos Oz

Amos Oz
Lo scrittore Amos Oz è morto lo scorso 28 dicembre all’età di 79 anni. Era malato di cancro e le sue condizioni di salute avevano subìto un rapido deterioramento.
Amos Oz è stato uno degli scrittori e saggisti israeliani più conosciuti nel mondo. Fu un convinto sostenitore della necessità di arrivare alla soluzione dei due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese. Per anni sostenne il Partito Laburista Israeliano di Shimon Peres ed addirittura fu indicato dall’anziano leader, quando si ritirò dalla leadership del partito, come uno dei tre possibili suoi successori.
Amos Oz nacque a Gerusalemme nel 1939 da genitori immigrati sionisti dell’Europa Orientale. Lo scrittore raccontò la storia della sua famiglia nel libro autobiografico uscito nel 2002 con il titolo Una storia di amore e di tenebra. In questo romanzo emerge quanto fu determinante per la vita di Amos Oz il suicidio della mamma avvenuto quando lui aveva appena 12 anni ed il contrasto con il padre, un intellettuale della destra ebraica. Tale contrasto lo portò a decidere di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario Klausner in Oz che in ebraico significa “forza”.
Amos Oz non era un fervente credente anche se frequentò la scuola religiosa Tachkemoni visto che la sola alternativa era quella affiliata al partito Laburista Israeliano, lontana dai valori politici dei suoi genitori. Successivamente però, all’età di 15 anni, aderì al partito di Shimon Peres facendo propri i princìpi di giustizia sociale e restò per tutta la vita un convinto sionista di sinistra difendendo il diritto di Israele ad esistere ma nello stesso tempo auspicando anche la nascita di uno stato sovrano palestinese. Negli anni novanta Amos Oz abbandonò il Partito Laburista aderendo al Partito Meretz di ispirazione laica, sionista e socialdemocratica. Per lui la politica fu sempre un mezzo fondamentale per lottare contro le ingiustizie ed i conflitti. Proprio per questo negli ultimi anni della sua vita criticò una certa deriva della politica diventata “una seconda industria dell’entertainment, del divertimento…” ribadendo l’importanza del voto ed arrivando addirittura ad ipotizzare la necessità di un esame per i cittadini prima di votare.