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AMA Funerali Roma ricorda il grande Johan Cruijff

Johan CruijffJohan Cruijff moriva il 24 marzo di cinque anni fa a causa di un tumore polmonare. Il 25 aprile avrebbe compiuto 69 anni. Un fuoriclasse assoluto del calcio ci lasciava.
Molti esperti sostengono che c’è stato un tipo di calcio prima e poi dopo l’avvento di Johan Cruijff. In effetti l’Ajax in cui giocò questo formidabile campione fu il primo esempio di calcio moderno, il famoso “calcio totale”: un sistema di gioco in cui il calciatore che si sposta dalla propria iniziale posizione è sostituito da un compagno consentendo alla squadra di rimanere equilibrata, compatta ed efficace. Fu l’allenatore di quell’Ajax, Rinus Michels, a propugnarlo e Johan Cruijff ad esserne il più straordinario interprete.
Non aveva in campo un ruolo definito, era allo stesso tempo un rifinitore, un centravanti, un esterno con una grandissima intelligenza tattica, una rapidità nel dribbling straordinaria e due piedi magici. La tecnica nel calcio non è essere capaci di palleggiare mille volte. Tutto lo possono imparare con la pratica e poi andare a lavorare al circo. La tecnica è passare il pallone a un tocco, con la giusta velocità, sul piede preferito del compagno di squadra”. https://www.goal.com/it/notizie/johan-cruijff-il-profeta-del-goal-campione-universale-e/1w26lioftpvff1n72mc9a1jvtd
Così la pensava il Profeta del goal, uno dei suoi più celebri soprannomi ed anche il titolo dello splendido docu-film curato nel 1976 dal grande giornalista Sandro Ciotti.
Quello straordinario Ajax con Johan Cruijff vinse tutto divenendo una delle squadre più vincenti di sempre con tre Coppe dei Campioni, una Coppa Intercontinentale ed una (neonata) Supercoppa Uefa. Quel ragazzo magrissimo, nato ad Amsterdam nel 1947, non aveva un carattere facile e dissapori all’interno dello spogliatoio dei Lancieri ( i compagni non lo vollero confermare loro capitano) lo portarono a giocare in Spagna. Non al Real Madrid come voleva l’Ajax ma ai rivali del Barcellona, forte di una sua promessa fatta tre anni prima al presidente catalano. In Spagna vinse ma non stravinse come con l’Ajax confermandosi comunque ,specie all’inizio della sua avventura, uno straordinario campione.
L’avventura con la sua nazionale è ormai leggenda. Non vinse nulla ma quell’Olanda fu una delle squadre più popolari e forti della storia del calcio. Un po’ come la grande Ungheria di Puskas.
Come allenatore cambiò la storia al Barcellona portando il club catalano a vincere la sua prima Coppa dei Campioni.