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AMA Funerali Roma ricorda il grande Gino Bartali

Gino BartaliSono vent’anni che Gino Bartali ci ha lasciato. Era il 5 maggio del 2000 ed un attacco di cuore lo colpì nella sua casa di Firenze all’età di 85 anni. Con lui se ne andò una parte importante della storia del nostro paese. Gino Bartali è stato uno straordinario ciclista ed una persona dotata di rara umanità e coraggio. Le sue vittorie hanno contribuito a rendere il ciclismo uno sport leggendario. Fu capace di vincere il Tour de France due volte, a distanza di dieci anni l’una dall’altra. Nel 1938 quando si aggiudicò la prima Grande Boucle era già il numero uno del ciclismo italiano. Il secondo conflitto mondiale lo costrinse a fermarsi nel momento probabilmente migliore della sua carriera ma questo non gli impedì di tornare (terminata la guerra) forte, competitivo e sempre motivato. Ma Gino Bartali dimostrò la sua grandezza anche fuori dalle corse. Durante l’occupazione tedesca fece parte di una rete di salvataggio che consentì a moltissimi ebrei di salvarsi. Nascosti nella sua bicicletta, Gino Bartali consegnò documenti falsi per permettergli di avere una nuova identità. Una storia che venne alla luce soltanto molti anni dopo perché per Ginettaccio (il suo soprannome) “il bene si fa ma non si dice”. http://www.rainews.it/dl/rainews/media/accadde-oggi-5-maggio-2000-muore-Gino-Bartali-il-grande-ciclista-Giusto-tra-le-nazioni-97bfde50-b865-49af-9091-db876ff8f4fe.html#foto-1
Ed il bene Gino Bartali continuò a farlo al suo Paese. Nel 1948 al Tour de France, in un ambiente fortemente anti-italiano C, il ciclista toscano portò a compimento il capolavoro della sua carriera. Erano giorni tumultuosi in Italia per l’attentato subito dal leader del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti. Il presidente del consiglio Alcide De Gasperi gli aveva telefonato chiedendogli  l’impresa, l’unico modo, probabilmente, per salvare l’Italia da un’altra guerra civile. Recuperando oltre venti minuti di svantaggio che lo separavano da Louison Bobet, Gino Bartali si aggiudicò clamorosamente quel Tour. Erano gli anni, questi del dopoguerra, della sua grande rivalità sportiva con Fausto Coppi. Due caratteri diversi, due campioni inarrivabili. Furono comunque amici che si stimarono per tutta la loro carriera. Appesa la bicicletta al chiodo, Gino Bartali nel 1959 ingaggiò Fausto Coppi nella sua squadra. La morte del Campionissimo spezzò quel sodalizio che avrebbe potuto continuare a far sognare milioni di italiani.