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AMA Funerali Roma ricorda il cantante Mark Hollis

Mark Hollis
Il cantante Mark Hollis è morto il 25 febbraio scorso all’età di 64 anni. Negli anni ottanta ebbe un grande successo con i Talk Talk con due album particolarmente fortunati contenenti hit popolarissime come It’s my life, Such a shame e Life’s what you make it.
I Talk Talk ebbero in Mark Hollis il loro punto di riferimento creativo e si formarono nel 1981 a Londra, seguendo inizialmente il genere new romantic, in voga in quel periodo. Con i dischi successivi la band trovò nuove melodie pop, spesso malinconiche, sfruttando la particolare voce di Mark Hollis. Gli album It’s my life e The colour of spring, usciti rispettivamente nel 1984 e 1986, ebbero un grandissimo successo nel Regno Unito, in Europa e negli Stati Uniti incoronando i Talk Talk come una delle band più popolari ed innovative del genere pop. Gli appassionati di musica meno giovani ricorderanno la loro partecipazione anche al Festival di Sanremo del 1986 in cui presentarono la loro hit del momento, la già citata Life’s what you make it. Il successo commerciale non condizionò la voglia di sperimentazione di Mark Hollis. Avrebbe potuto continuare ad incidere nuovi album sulla falsariga dei due precedenti, che erano stati un successo, ed invece con i suoi Talk Talk volle esplorare percorsi musicali più sofisticati, tra il neo-progressive ed il jazz, con composizioni sempre più lunghe e strumentali poco adatte al grande pubblico. I successivi due album ebbero il consenso della critica, furono fonte di ispirazione per numerosi artisti ma commercialmente non funzionarono. La band si sciolse nel 1992 e le apparizioni artistiche di Mark Hollis divennero sempre più sporadiche. Incise un solo disco da solista nel 1998, dal titolo Mark Hollis, e collaborò saltuariamente in album altrui.
Nel comunicare la scomparsa di Mark Hollis, la sua ex agente Keith Aspden ha parlato di una “breve malattia da cui non si è ripreso”. Così lo ha voluto ricordare l’ex bassista dei Talk Talk Paul Webb: “Sono molto scioccato e rattristato nell’apprendere la notizia della morte di Mark Hollis. Musicalmente era un genio ed è stato un onore e un privilegio essere stato in una band con lui”.