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AMA Funerali Roma ricorda l’allenatore Gigi Radice

Gigi Radice
L’allenatore Gigi Radice è morto il 7 dicembre scorso a causa del morbo di Alzheimer. Aveva 83 anni e da molto tempo lottava contro questa malattia degenerativa, come dichiarò nel 2015 il figlio Ruggero in un’intervista al quotidiano Il Giornale.
Il nome di Gigi Radice è legato indissolubilmente alla storia del Torino con cui, da allenatore, conquistò uno storico scudetto nel 1976. Era il Toro dei “gemelli del goal” Pulici e Graziani, di Claudio Sala, ala di grande qualità, del regista di centrocampo Eraldo Pecci, del mediano instancabile Patrizio Sala, dell’elegante Renato Zaccarelli e del portierone Luciano Castellini, soprannominato “giaguaro” per le sue doti acrobatiche. Ma il primo artefice di questa squadra, entrata nella leggenda, fu Gigi Radice che per primo in Italia s’ispirò al calcio totale olandese dell’Ajax con marcature a zona e pressing in ogni parte del campo. Il suo Torino contese ai rivali cittadini della Juventus lo scudetto che arrivò nel 1976, dopo ben 27 anni di digiuno e che rimane ancora l’unico conquistato dal club granata dopo la tragedia di Superga.
Gigi Radice nacque a Cesano Maderno (Monza Brianza) nel 1935 e prima di diventare allenatore fu un ottimo terzino sinistro. Cresciuto nelle giovanili del Milan, a parte alcune brevi parentesi nella Triestina e nel Padova, fu nel club rossonero che trascorse la sua carriera di calciatore vincendo 3 scudetti ed una Coppa dei Campioni (la prima conquistata da una squadra italiana). Terminata prematuramente la carriera di calciatore a causa di un infortunio al ginocchio, cominciò nel 1966 ad allenare il Monza vincendo subito il campionato di serie C. Per oltre 30 anni Gigi Radice è stato uno degli allenatori più importanti e presenti del nostro calcio. Sono tantissimi i club in serie A allenati dal tecnico brianzolo: Fiorentina, Cagliari, Torino, Bologna, Milan, Inter e Roma. Con i giallorossi visse una breve ma intensissima avventura portandoli a raggiungere la qualificazione in coppa Uefa (ora Europa League). Era la Roma che giocava al Flaminio, a causa dei lavori di ristrutturazione dello stadio Olimpico in vista dei mondiali, e che ancora oggi è ricordata dai suoi tifosi per la determinazione che Gigi Radice seppe trasmettere ai propri calciatori.
I funerali si sono svolti alla residenza di San Pietro a Monza di fronte a tantissime persone ed a molti ex calciatori protagonisti del suo Toro scudettato.